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artarie ... tempi francesi
Il mio cuore mi fa male come un corpo estraneo
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2010


"Ho sempre sognato molto. Sono stanco di aver sognato, ma non sono stanco di sognare.
Nessuno si stanca di sognare, perché sognare è dimenticare, e il dimenticare non pesa, ed è un sogno senza sogni fatto in stato di veglia. In sogno ho raggiunto tutti gli scopi."

(Ferdinando Pessoa, L'inquietudine di Bernardo Soares 27.6.30)


Una volta indossata, l'inquitudine è uno stato dal quale non ci si può più separare. E' la pelle che ha sostuito l'epidermide che un po' ci difendeva dai brividi e dalle variazioni del tempo. La pelle dell'inquietudine diventa uno stato, e anche quando non c'è pericolo, quella pelle ci fa sentire ogni minimo sbalzo, ogni minimo cambiamento. Si soffre per niente. Si ha paura per niente. E si sogna, si sogna, si sogna, di aver vinto cento volte i Galli e di aver sconfitto mille volte i Romani. Si sogna anche di meno, si sogna che nessuno spiffero soffi vicino al nostro cuore, per non pungerlo troppo.


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permalink | inviato da artarie il 19/1/2010 alle 20:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Diari dell'inquietudine
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


Ma l'esclusione che mi sono imposto dagli scopi e dai movimenti della vita; la rottura che ho cercato del mio contatto con le cose mi hanno portato precisamente verso ciò che cercavo di evitare.

Io non volevo sentire la vita né toccare le cose, sapendo con l'esperienza del mio temperamento al contagio del mondo che la sensazione della vita era sempre dolorosa per me. Ma evitando quel contatto mi sono isolato, e nell'isolarmi ho esacerbato la mia sensibilità eccessiva. Se fosse possibile interrompere completamente il contatto con le cose, ciò gioverebbe alla mia sensibilità.

Ma quell'isolamento totale non può avvenire. Per quanto faccia poco, respiro, per quanto poco agisca mi muovo.

E così, riuscendo a esacerbare la mia sensibilità attraverso l'isolamento, sono riuscito a fare in modo che i più piccoli fatti, che prima non avrebbero avuto importanza per me, mi ferissero come catastrofi.

Ho sbagliato il metodo di fuga. Sono fuggito, attraverso uno scomodo stratagemma, verso lo stesso luogo dov'ero, con la fatica del viaggio che si è aggiunta al disgusto di vivere in quel luogo.

(Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, Feltrinelli, p. 164)


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permalink | inviato da artarie il 14/12/2008 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Parole prese in prestito. Autoritratto.
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2007

Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia -
definitivamente l'indefinito.
dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dormeirrequieto, mezzo sognando.

(Fernando Pessoa, Lisbon Revisited - Poesie di Álvaro de Campos)


"P4.0," digital print by John Fischer


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permalink | inviato da artarie il 22/10/2007 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
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