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artarie ... tempi francesi
Disegnami una capra
post pubblicato in Citazioni, il 13 gennaio 2009

Chi mi conosce sa che amo da morire Il Piccolo Principe - Le Petit Prince (che sto rileggendo en français!) :)

Credo che sia il libro più bello mai scritto. Lo porto sempre con me. Ne ho regalati molti. L'ultima volta che l'ho regalato è stato ad agosto. Non so se ne regalerò altri.

Il Piccolo Principe non si regala a caso. Si pensa un po' su se donarlo o no,  perché mica tutti sono capaci di leggerlo! No no. Molti lo considerano un libro per bambini e alla fine non lo leggono. Quindi, se qualcuno ve lo regala credo che sia segno di affetto e di stima. Già... affetto e stima e, forse, qualcos'altro.

Quando si regala il Piccolo Principe si dona anche la speranza che chi lo riceverà potrà ritrovare un po' del bambino che è. E' un po' banale detto così, lo so. Ma se lo avete letto e lo avete amato, sapete cosa voglio dire.

Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. A volte me ne dimentico. A volte me ne ricordo. Ora me ne sto ricordando. 



Cercando cose in francese (j'adore apprendre les langues!) ho trovato una canzone di tal Marylen Farmer. Non mi piace come la canta, ma le parole sono belle e le lascio di seguito. Sono un po' il riassunto del libro e il ritornello Dessine-moi un mouton è la richiesta che il Piccolo Principe fa all'aviatore dopo essersi conosciuti... Ma non vi svelo altro... se non lo avete letto vi toccherà farlo.
 
...E poi, se proprio non vi piacesse, lo potreste sempre leggere ai nipotini.


Quelle solitude

Quelle solitude

De mourir
sans certitude
D'etre au moins

Une particule
de vie
un point minuscule
utile à quelqu'un

Quelle solitude
d'ignorer
ce que les yeux
ne peuvent pas voir

Le monde adulte
isolé
un monde abrupt
Et là, je broie du noir

Dessine-moi un mouton
Le ciel est vide sans imagination

C'est ça
Dessine-moi un mouton
Redevenir l'enfant que nous étions

Dessine-moi un mouton
Le monde est triste sans imagination

C'èst ça
Dessine-moi un mouton
approvoiser l'absurdité du Mond
e

Quelle solitude
de se dire
que la morsure
du temps n'est rien

Le reve est bulle
de vie
un bien maiuscule
utile au chagrin

Déconfiture
Des pépins
Mais je veux croire
En l'au-delà

Et vivre est dur
toujours un choix
Mais je jure
que le monde est à moi

Dessine-moi un mouton
...
Quella solitudine...

Quella solitudine
di morire
senza la certezza
di essere almeno

una particella
della vita
un piccolo puntino
che possa essere utile a qualcuno

Quella solitudine
di ignorare
ciò che gli occhi
non possono vedere

Il mondo adulto
chiuso in sé stesso
è un mondo brusco
E là, je broie du noir

Disegnami una capra
Il cielo è vuoto senza fantasia

E' così...
Disegnami una capra
Ritorniamo il bambino che eravamo

Disegnami una capra
Il mondo è triste senza fantasia

E' così
Disegnami una capra
per provare l'assurd
ità del Mondo

Quella solitudine
di dire a se stessi
che il morso
del tempo non è niente

Il sogno è una bolla
di vita
un bene grande
utile al dolore

Deconfiture
Des pépins
Ma io voglio credere
In un altro mondo

Vivere è difficile
è sempre una scelta
Ma io ti giuro
che il mondo è mio

disegnami una capra...
 

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l'allegria mancata diventi amore
post pubblicato in Citazioni, il 10 gennaio 2009
Guardiano di greggi
post pubblicato in Citazioni, il 27 aprile 2008

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri.
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e i piedi
e con il naso e la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è saperne il senso.

Perciò quando in un giorno di calura
sento la tristezza di goderlo tanto,
e mi corico tra l'erba
chiudendo gli occhi accaldati,
sento tutto il mio corpo immerso nella realtà,
so la verità e sono felice.

(da Il Guardiano di greggi - Poesie di Alberto Caeiro)




permalink | inviato da artarie il 27/4/2008 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Unicamente
post pubblicato in Citazioni, il 25 febbraio 2008

[Le amicizie si raccolgono nel tempo per affinità di intenti, per la sensibilità che percepiamo in esse. Oggi so che sono pochi gli amici, perché essere sensibili è come mostrare il fianco. Pochi hanno il coraggio di esporsi e di mostrarsi e ancora più rari sono coloro che vedono la nostra sensibilità e sono disposti ad accogliere le nostre debolezze. Sono rari e preziosi. E li amo "unicamente", cioè uno per uno].

Io amo "unicamente" i miei amici, e la sola specie di amore che conosco e nella quale credo è l'amore per le persone. [...] Non posso amarmi da me, amare ciò che so essere una parte un frammento, della mia stessa persona.

Hannah Arendt - Gershom Scholem, Due lettere sulla banalità del male, Roma, I sassi nottetempo, 2007, p. 25


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Notturno
post pubblicato in Citazioni, il 4 febbraio 2008
Confabula di te laggiù qualcuno: 
l'ineluttabile a distesa 
dei grilli e la stellata prateria delle tenebre.

Non ti vuole ti espatria 
si libera di te 
rifiuto dei rifiuti 
la maestà della notte 

Vittorio Sereni, in Il grande amico. Poesie 1935-1981, Milano, BUR, 1990, p.177 


Alessandro De Felice, Notturno

Quante cose sai?
post pubblicato in Citazioni, il 21 gennaio 2008
 
Figlia: Papà, quante cose sai?
Padre: Eh? Uhm... so circa un kg di cose.
F.: Non dire sciocchezze. Un kg di quali cose? Ti sto chiedendo davvero quante cose sai.
P.: Be', il mio cervello pesa circa un kg e penso di usarne circa un quarto... Quindi diciamo due etti e mezzo.
F.; Ma tu sai più cose del papà di Johnny? Sai più cose di me?
P.; Uhm... una volta conoscevo un ragazzino in Inghilterra che chiese a suo padre: "I padri sanno sempre più cose dei figli?" e il padre rispose: "Sì". Poi il ragazzino chiese: "Papà, chi ha inventato la macchina a vapore?" e il padre: "James Watt". E allora il figlio gli ribatté: "Ma perché non l'ha inventata il padre di James Watt?".


Gregory Bateson, Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1977 [XXIV ed. 2007; I ed. inglese 1972], p.52




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Ritorno al potere...
post pubblicato in Citazioni, il 3 gennaio 2008

E' la parola che ritorna ad avere potere ed è pericolosa.
(Saviano, poco fa al TG1)




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Le briciole di quale dio...
post pubblicato in Citazioni, il 30 settembre 2007

     

A Palestinian child eats some bread while playing in the Rafah refugee camp in southern Gaza. (Hatem Omar, Maan Images)

    Tra gli autori lucani che amo accanto a Gaetano Cappelli e Beppe Salvia, aggiungo Rosario Castronuovo, poeta lucano emigrato e stabilitosi a Modena con la sua famiglia. La sua poesia è legata alla Basilicata e in ogni verso si sente l'eco dell'apocalisse, delle apocalissi, delle continuate fini del mondo che si ritrovano così ben descritte nei saggi di De Martino. Amo gli scritti di Rosario, perché sono lucana e perché l'apocalisse mi appartiene.  Sull'orlo dell'apocalisse che ciascuno vive, però, c'è la speranza di una rinascita collettiva. 
    Quali siano oggi i cristi potete immaginarlo. Addirittura potete sceglierli tra tanti. 
    Vi lascio questi versi, che spostano dal passato al futuro cristi "ambulanti" in cerca di giustizia.



I cristi d'oggi
 
I cristi d'oggi
nelle chiese pulite
sono sereni, beati
gustano il riposo

quelli che ho visto io
da giovane avevano la pancia vuota
le scarpe grosse
e il viso scosso,
le mani nere di terra
erano sterpi storti,
la bocca aperta
nell'urlo di dolore
"sono qui, sono qui",
sulla croce ambulante
bestemmiavano
per dire una preghiera,
sguardo cattivo
e anima buona;
li rivedo tutti i giorni
nelle strade, diverso
il colore della pelle

anche loro briciola di Dio.

Rosario Castronuovo
(da Almeno torni il vento. Poesie, casa editrice Menna, Avellino, 2005, p.17) 




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Chi la fa se la deve pure aspettare...
post pubblicato in Citazioni, il 26 settembre 2007

 




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Verso il futuro...
post pubblicato in Citazioni, il 25 agosto 2007


Verso il futuro

Un milione di volte la puoi lanciare

una pietra in alto più su d’un muro,

ma da sé tornerà sempre a cadere,

dice il Filosofo: questo è la natura

delle cose, che l’uso non scalfisce.

E così noi, per quanto ci tiri il cuore

verso il passato, verso tutto ciò che finisce,

per nulla al mondo ci può insegnare

a non precipitare verso il futuro.

(Pietro G. Beltrami 1996)

 margherita.jpg
Margherita Silvestri, In caduta libera




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A proposito di ciò che meritiamo...
post pubblicato in Citazioni, il 19 agosto 2007


Le mie convinzioni in materia politica sono fin troppo note. Ho aderito al Partito conservatore, il che equivale a una forma di scetticismo, e nessuno mi ha bollato come comunista, nazionalista, antisemita [...]. Credo che col tempo meriteremo che non esistano governi. (J.L.Borges in Prologo a Il manoscritto di Brodie, ed. La Bibl. di Repubblica, p. 6).

Con il tempo meriteremo che non esistano governi




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Unn'è chi ghiti a càdiri
post pubblicato in Citazioni, il 9 agosto 2007

Cumpagni di viaggiu

Stasira li cimi di l'arbuli
chi mòvinu la testa e li vrazza
parranu d'amuri a la terra
e io li sentu

Sunnu li paroli di sempri
chi vui scurdastivu,
cumpagni di viaggiu
nudi e pilusi,
in transitu dintra gaggi di ferru.

Unn'è chi ghiti a càdiri
si nuddu v'accumpagna
e la scienza è in guerra contru l'omu?

Cu vi jetta li riti
mentri u marusu munta;
siddu i nostromi da puisia
un tempu piscatura di baleni,
ora piscanu a lenza
nni l'acqua marcia di li paludi?

Cumpagni di viaggiu,
si pirdistivu u cori pa strata;
turnati nnarreri a circallu
si non siti già orbi.

Si u suttirrastuvu chi morti
nte campi di battagghia;
jiti a svrudicallu
si non feti nto sangu.

Si ristò a bruciari
nte càmmiri a gas;
curriti a cogghiri a cìnniri
e mittitila a cuvari nto pettu.

Lu me straziu è pi vui stasira,
e li paroli d'amuri
càdinu nterra
comu stiddi astutati.

Non vurria chi mai turnassi
una sira la stissa.

Ignazio Buttitta

Ignazio Buttitta è tra i miei poeti preferiti.Si ode tra li alburi e le vrazza il ritmo della poesia. E tra le sue poesie questa è la mia preferita. Forse per la musicalità, forse per questo cuore che è gettato nella strada e che i compagni devono riprendersi, devono ritornare indietro a cercare.

Compagni di viaggio sono quelli che ho incontrato e con i quali condivido il mio "progetto di mondo". Non è un progetto chissacché... è condivisione. E' un progetto di condivisione. Sono tanti e sono pochi i miei compagni. Tanti in potenza, pochi in atto. Nella forma a centinaia, nella sostanza pochi. Il progetto è la quintessenza. Il quid. A volte si è compagni senza saperlo. E' mio compagno chi si fa carico di prendere in cura l'altro per naturale filantropia o perché si è ad essa educato.
Dov'è che andate a cadere?
Unn'è chi ghiti a càdiri?




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