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artarie ... tempi francesi
Who are you? (bis)
post pubblicato in Bestiario, il 27 aprile 2008


Quante persone sei? Io ti vedo come sei. Ti rapporto a me. Uno, complicato forse, ma uno e nella tua interezza, come una e complicata sono io. Penso che anche tu come me ogni giorno ti alzi, ti lavi, mangi, avrai una famiglia, penserai ai tuoi figli. Poi devi correre al lavoro, poi devi lavorare, poi ti devi affannare e devi cercare di arrivare a fine mese. Ti devi incazzare con i tuoi colleghi che stanno sclerando e ricrederti quando a sclerare sei tu. Quotidianità. Vita di tutti i giorni. Come me sei convinto che il padrone della tua vita sei tu. Come me ti illudi che il padrone del tuo pensiero sei tu. Ma tu, come me, non sei che uno dei tanti omini che compongono la piramide.

Evito di scomporti e di chiedermi a che livello della piramide sei. Perché se solo intuissi che io non sono altro che il gradino sul quale ti poggi per stare più su nell'ordine precostituito e fittizio di questo mondo fantoccio, ne morirei.




Ho scritto questo post diverso tempo fa e in un clima di oppressione.
Sembra che le cose cambino... Ma in realtà rimangono sempre le stesse.




permalink | inviato da artarie il 27/4/2008 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Può capitare.
post pubblicato in Bestiario, il 27 aprile 2008




Francisco Goya, Saturno, (1820), Madrid Museo Del Prado

Può capitare che in Lucania sotto il nome di "manifestazione culturale" si nasconda una grossa trappola e un grosso inganno. 
Può capitare che si diventi involontariamente uno sponsor e che si sia strumentalizzati. 
Può capitare che la Cultura diventi il balocchetto del politico di turno. 
Può capitare che una persona diventi il balocchetto del politico di turno.
Può capitare che Carlo Alianello non sia di destra né di sinistra.
Può capitare che a guardare bene i fatti le persone indipendenti diano fastidio a quelli di destra e a quelli di sinistra, anche se si tratta dell'interpretazione di un libro.
Può capitare che a essere indipendenti ci si debba porre il problema se si offenda qualcuno.
Può capitare che a essere indipendenti ce ne si possa fregare se si offende qualcuno perché l'unico scopo è quello di fare chiarezza. Soprattutto se in ballo c'è la giusta interpretazione dei fatti.
Può capitare che per fare chiarezza si perda la stima dell'amico sincero.
Può capitare che l'amico sincero non sia un amico.
Può capitare che un'ostentata dichiarazione di amicizia sia ammonizione feroce.
Può capitare che i progetti meritati e guadagnati diventino fumo, in Lucania.
Può capitare che ciò per cui s'è investito in passione, sforzi e lavoro sia cancellato, in Lucania.

L'amica mi racconta la storia del suo cane. Il mio cane non amava il riso. Tutte le volte che glielo portavamo leccava tutto il condimento, il sugo e la carne, e ci metteva una particolare attenzione a scartare il riso. Quando ci avvicinavamo per toglierli la ciotola con il riso rimasto, lui cominciava a ringhiare. Non ci permetteva di toccarlo. A lui non piaceva, ma nessuno l'avrebbe avuto. E il riso rimaneva là per giorni e giorni, finché il cane stesso non svuotava la ciotola e non gettava il riso da qualche parte.
Così accade per molte cose, in Lucania (anche se il succitato cane è piemontese).




permalink | inviato da artarie il 27/4/2008 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Piccole comunità (troppo piccole, quasi infime)
post pubblicato in Bestiario, il 4 febbraio 2008


    Gli assenti sono sempre colpevoli?  
    E gli esclusi? Sono davvero assenti anche loro?  
Domande che chiederebbero una risposta.  

    Rimarremo sempre la provincia della Cultura, in Lucania, finché non cambiermo governanti e finché i giochi di potere non saranno debellati (verbo voluto scientemente). 
    Parlare di giochi di potere nelle piccole comunità fa quasi sorridere. In realtà è nelle piccole comunità che si analizza meglio quanto sia marcio il potere del nostro Paese. Si osserva in vitreo quanto non si riesce a percepire in grande. 
    Ormai la frattura CULTURA vs POTERE (Norah Richards 1950) è insanabile a partire dalle nostre comunità. E chi vi scrive è, notoriamente, una persona ottimista.  


Immagine di Vesdan, Porco Potere

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permalink | inviato da artarie il 4/2/2008 alle 8:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Brucia, Kalinka!
post pubblicato in Bestiario, il 27 gennaio 2008

Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kalinka la mia piccola bacca di lampone. Kalinka malin'ka maja... Kalinka. Mentre l'inno russo e mentre balli ucraini rapiscono le menti degli astanti per portarle nell'atmosfera fredda e calda del quadro innevato squarciato dal sole che s'irradia tra gli alberi nella Galleria, mia Kalinka, mia bacca di lampone, mia Kalinka, un uomo si squarcia le vesti e dà fuoco ai suoi rami e all'indigenza, e si brucia davanti al tuo giardino. Kalinka, mia piccola bacca di lampone. Kalinka mia bacca, mia piccola Kalinka, basterà il tuo amore per saziare la fame di chi non può vivere? Mia Kalinka, quanto sfoggio per evocarti ieri sera, mia Kalinka? Mia Kalinka, vale la pena udire il suono delle tue lettere e immaginare la bocca tua rossa, russa, quando un uomo si brucia e non può sognarti, per gioco, né averti come bacca per cibo. Mia Kalinka, che vieni dalla Russia, mia amata Kalinka zigana, che non hai niente dello sfarzo e che ti pieghi al sogno dei falsi intendenti della tua musica. Kalinka zigana che evochi sogni al signore barone che batte le mani da massone (e lo ostenta!), che grida "majà!". Per ringraziarti, domani cancellerà il tuo giardino, mia zingara, mia Kalinka.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.
Tu chiamala retorica, ma io sono incazzata, e ho ancora la visione della lanugine lasciata, ieri sera, dall'uomo che s'è bruciato davanti al Comune. Mentre a Palazzo assaporano le bacche di Kalinka i disperati non sanno come tirare avanti.
Kalinka mia,
mia piccola bacca di lampone nel giardino
Kaljnka maja,
f sadu jagoda malin'ka maja.




permalink | inviato da artarie il 27/1/2008 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
Bestiario II (Guerre fra poveri)
post pubblicato in Bestiario, il 18 luglio 2007

     
    A volte tra colleghi ci si sbrana. Ho assistito a una scena pietosa: da precari a precario. Tanti precari come cani su un cervo cadente. Se i cani avessero ben visto si sarebbero resi conto che erano essi stessi cervi. In realtà cane non mangia cane... Ma questo i cervi non lo sanno e si danno da fare, miseri, a sbranare i propri simili con denti di erbivori. Ho assistito alla scena alienata. 
    Il precariato non finirà mai se non si conclude il precariato di Spirito.






permalink | inviato da artarie il 18/7/2007 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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