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artarie ... tempi francesi
La rosa di Francia! :-D
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2009
 



Ecco... ora a posteriori so perché amavo Lady Oscar
(e pure la Stella della Senna!!!) :-D Finirò in Francia...

Pensate se mi fosse piaciuto di più Sampei il pescatore nipponico...
oggi sarei in Giappone!!! :-O
Oppure il belloccio di Mobydik la Balena Bianca.. ora sarei nel fondo dei mari!!!! :O

Bambini, scegliete bene i cartoni da amare: là è segnata la strada!!!


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Futuro prossimo
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2009
Mi sa che dobbiamo regalare u' curniciedd a Obama!
Intanto da Giulio diffondo la vignetta e da Federica la citazione: Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo (Oscar Wilde, L'anima dell'uomo sotto il socialismo).

Il nuovo Futuro è nato nel mese del Capricorno, è testardo e ce la farà. Anche perché... non c'è più molta scelta.

Buon Futuro a tutti.

Obama

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Guidami
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2009
Ora capisco il significato della richiesta.
Perché è anche la mia.


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permalink | inviato da artarie il 17/1/2009 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La favola della crisi
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2009


Il popolano Popo, uno degli abitanti della città di Icsa, che dovete immaginare come una piramide alla cui base c'era tanta gente e all'apice il Re... dicevo: Popo cominciò a darsi da fare perché vide che c'erano onde anomale che venivano dal mare. Tutta Icsa era in pericolo, bisognava fare qualcosa, preparare scialuppe, provvedere ai rifornimenti. Cominciò a dirlo pacatamente ai suoi amici, ai suoi colleghi. Alcuni lo ascoltavano e cominciarono a discutere su come risolvere il problema, altri no, rimasero indifferenti con grande meraviglia di Popo. Altri ancora, inteso il pericolo, cominciarono a fuggire.

Le onde si facevano sempre più violente, allora il poveretto cominciò ad alzare la voce e a dirlo a quelli del piano di sopra, con la preghiera di passar parola, perché anche gli abitanti del terzo piano sapessero e perché da un piano all'altro tutti si predisponessero per prevenire il pericolo proveniente dal mare.

Ma avvenne anche per gli altri piani lo stesso: alcuni fuggirono, altri rimsero indifferenti, pochissimi lo ascoltarono ma non fecero nulla, anzi, al secondo piano, girava voce che quelli di Popo fossero dei tentativi di minare la gerarchia della città, di sovvertire l'ordine! A Popo pareva una situazione surreale.

Ma Popo, che amava Icsa, cominciò a gridare più forte perché quelli del terzo, del quarto, del quinto piano potessero sentire e la voce arrivasse al Re!

Ma niente, nessuno sembrava rendersi davvero conto del pericolo! Si era spompato per le urla, era rimasto senza voce, e per di più era anche malvisto perché aveva urlato troppo.

Alla fine un messo del Re gli impose il silenzio per evitare che quelle urla strazianti disturbassero la quiete del sovrano. Allora Popo cominciò ad arrampicarsi per cercare di arrivare al sovrano e per dirgli come stavano le cose, perché credeva che il Re non conoscesse la situazione.

Per farla breve... Popo riuscì ad essere ricevuto dal Re che gliene disse di tutti i colori, perché aveva fatto un gran baccano, aveva sconvolto la quiete della gente per bene. E poi, con un sorriso pietoso, chiese a Popo di girarsi e vedere alla finestra. Meraviglia delle meraviglie! Il Re aveva la chiara percezione di quello che stava succedendo: dall'alto si vedeva tutto!!! E Popo cominciò anche a vedere che tutti quelli che non gli avevano dato retta e che erano rimasti ai piani più bassi stavano affogando, alcuni morivano nel sonno senza nemmeno accorgersene. Vedeva, però, anche altri che si salvavano. Erano gli amici del Re che, da tutti - dico tutti - i piani della piramide, riuscivano ad avere scialuppe di salvataggio. Ora capiva l'indifferenza di quei molti ai quali si era rivolto...

Allora Popo, disperato, andò su tutte le furie, ma era davanti al Re, aveva un reverenziale rispetto per lui, e perse la sua capacità di parlare, cominciò a singhiozzare e a dire in modo confuso con quel po' di voce che gli rimaneva. Popo era meravigliato di non essere più quello forte che aveva allarmato tutti, quello che s'era fatto la scalata della Piramide per avvisare il Re. Ma non ebbe voglia né tempo di rifletterci più di tanto, perché già aveva addosso gli occhi di tutti collaboratori del Re che lo guardavano compassionevoli e borbottavano: "poveretto è esaurito".

E ciò lo fece sentire piccolo e inutile: non per la fatica fatta per nulla, ma perché il Re e quelli dei vari piani che lo avevano ignorato già sapevano! Conoscevano bene il pericolo in agguato ma, protetti ai loro piani eccelsi, non si erano scomodati per salvare quelli in pericolo.

"In fondo la vita va così, c'è chi continua a campare e chi muore. Ma tu non dovevi fare tanto rumore, vedi non serve a nulla. Non dovevi disturbare i miei amici...", gli spiegò il Re con una certa dolcezza nella voce.

Il Re gli tese sinceramente la mano. Popo si diresse verso la finestra e la aprì...
Fine della favola.


Dedica
Dedicato a chi a forza di urlare cose giuste ha perso la voce. E in qualche caso la vita.


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Disegnami una capra
post pubblicato in Citazioni, il 13 gennaio 2009

Chi mi conosce sa che amo da morire Il Piccolo Principe - Le Petit Prince (che sto rileggendo en français!) :)

Credo che sia il libro più bello mai scritto. Lo porto sempre con me. Ne ho regalati molti. L'ultima volta che l'ho regalato è stato ad agosto. Non so se ne regalerò altri.

Il Piccolo Principe non si regala a caso. Si pensa un po' su se donarlo o no,  perché mica tutti sono capaci di leggerlo! No no. Molti lo considerano un libro per bambini e alla fine non lo leggono. Quindi, se qualcuno ve lo regala credo che sia segno di affetto e di stima. Già... affetto e stima e, forse, qualcos'altro.

Quando si regala il Piccolo Principe si dona anche la speranza che chi lo riceverà potrà ritrovare un po' del bambino che è. E' un po' banale detto così, lo so. Ma se lo avete letto e lo avete amato, sapete cosa voglio dire.

Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. A volte me ne dimentico. A volte me ne ricordo. Ora me ne sto ricordando. 



Cercando cose in francese (j'adore apprendre les langues!) ho trovato una canzone di tal Marylen Farmer. Non mi piace come la canta, ma le parole sono belle e le lascio di seguito. Sono un po' il riassunto del libro e il ritornello Dessine-moi un mouton è la richiesta che il Piccolo Principe fa all'aviatore dopo essersi conosciuti... Ma non vi svelo altro... se non lo avete letto vi toccherà farlo.
 
...E poi, se proprio non vi piacesse, lo potreste sempre leggere ai nipotini.


Quelle solitude

Quelle solitude

De mourir
sans certitude
D'etre au moins

Une particule
de vie
un point minuscule
utile à quelqu'un

Quelle solitude
d'ignorer
ce que les yeux
ne peuvent pas voir

Le monde adulte
isolé
un monde abrupt
Et là, je broie du noir

Dessine-moi un mouton
Le ciel est vide sans imagination

C'est ça
Dessine-moi un mouton
Redevenir l'enfant que nous étions

Dessine-moi un mouton
Le monde est triste sans imagination

C'èst ça
Dessine-moi un mouton
approvoiser l'absurdité du Mond
e

Quelle solitude
de se dire
que la morsure
du temps n'est rien

Le reve est bulle
de vie
un bien maiuscule
utile au chagrin

Déconfiture
Des pépins
Mais je veux croire
En l'au-delà

Et vivre est dur
toujours un choix
Mais je jure
que le monde est à moi

Dessine-moi un mouton
...
Quella solitudine...

Quella solitudine
di morire
senza la certezza
di essere almeno

una particella
della vita
un piccolo puntino
che possa essere utile a qualcuno

Quella solitudine
di ignorare
ciò che gli occhi
non possono vedere

Il mondo adulto
chiuso in sé stesso
è un mondo brusco
E là, je broie du noir

Disegnami una capra
Il cielo è vuoto senza fantasia

E' così...
Disegnami una capra
Ritorniamo il bambino che eravamo

Disegnami una capra
Il mondo è triste senza fantasia

E' così
Disegnami una capra
per provare l'assurd
ità del Mondo

Quella solitudine
di dire a se stessi
che il morso
del tempo non è niente

Il sogno è una bolla
di vita
un bene grande
utile al dolore

Deconfiture
Des pépins
Ma io voglio credere
In un altro mondo

Vivere è difficile
è sempre una scelta
Ma io ti giuro
che il mondo è mio

disegnami una capra...
 

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permalink | inviato da artarie il 13/1/2009 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Girotondo
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2009
Girotondo Deandreiano

Ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà...
Ci salva l'aviatore che la bomba non getterà...
Dovremo più giocare...

La guerra è dappertutto
la Terra è tutta un lutto chi la consolerà...




Ieri sera parlavo con Nadim, una ragazza marocchina conosciuta on-line. Ci scambiamo lezioni di francese. Lei è musulmana e il discorso è caduto sulla guerra a Gaza. E' stato difficile spiegare, sia perché arranco ancora con il francese, sia perché l'argomento è doloroso, che tra palestinesi e israeliani non ci saranno MAI vincitori e che è non è il numero dei morti che stabilisce chi è il più forte o il più debole. Morisse anche un solo uomo, la guerra è sempre un fallimento.

Bisognerebbe veramente sperare che i soldati cominciassero a rifiutarsi di partire. La guerra se la facessero i capi di Stato. E Faber lo aveva già capito. Per ricordarlo ho scelto questa canzone. Ce n'erano tante, ma questa mi pareva adatta per oggi.

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permalink | inviato da artarie il 11/1/2009 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
l'allegria mancata diventi amore
post pubblicato in Citazioni, il 10 gennaio 2009
Scacchi
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2009

Ho visto crollare la torre. Gioco in avanscoperta.
E ho paura di fare un passo falso.
Ma anche uno giusto.

Je ne sais pas si je sais jouer.

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permalink | inviato da artarie il 9/1/2009 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
The lover
post pubblicato in Diario, il 6 gennaio 2009



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