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Il mio cuore mi fa male come un corpo estraneo


"Ho sempre sognato molto. Sono stanco di aver sognato, ma non sono stanco di sognare.
Nessuno si stanca di sognare, perché sognare è dimenticare, e il dimenticare non pesa, ed è un sogno senza sogni fatto in stato di veglia. In sogno ho raggiunto tutti gli scopi."

(Ferdinando Pessoa, L'inquietudine di Bernardo Soares 27.6.30)


Una volta indossata, l'inquitudine è uno stato dal quale non ci si può più separare. E' la pelle che ha sostuito l'epidermide che un po' ci difendeva dai brividi e dalle variazioni del tempo. La pelle dell'inquietudine diventa uno stato, e anche quando non c'è pericolo, quella pelle ci fa sentire ogni minimo sbalzo, ogni minimo cambiamento. Si soffre per niente. Si ha paura per niente. E si sogna, si sogna, si sogna, di aver vinto cento volte i Galli e di aver sconfitto mille volte i Romani. Si sogna anche di meno, si sogna che nessuno spiffero soffi vicino al nostro cuore, per non pungerlo troppo.

Pubblicato il 19/1/2010 alle 20.31 nella rubrica Diario.

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